La Eidos nasce nel 1996, è un'azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di architetture software e soluzioni informatiche per il Business.
L’azienda che mi ha ospitato per il secondo periodo del PCTO è stata l’Altesia s.r.l., con sede legale a Potenza Picena (MC) e sede operativa a Jesi, in viale Gallodoro 70/A.
Dell’azienda ospitante non ho molte informazioni, so che lavora nell’ambito della produzione software e che la maggior parte questi sono dedicati alla produzione alimentare industriale. Molti riguardano la filiera alimentare, in particolare la lavorazione di carni. La quasi totalità delle informazioni sull’azienda è frutto di mie ricerche personali e di discussioni al telefono tra i dipendenti e i clienti.
A capo dell’Altesia s.r.l. c’è Fabrizio Stella, gli altri dipendenti che ho conosciuto sono Marco, il nostro tutor, e Mattia. L’unico dei dipendenti sempre presente è Marco, il capo e Mattia, come anche gli altri dipendenti (di cui però non so il numero esatto), hanno optato spesso per lo smart working e solo in rare occasioni erano presenti.
L’ufficio è in realtà una sola stanza dove sono presenti 3 zone (più il bagno):
- Dove sedevamo noi, collocato vicino alla macchinetta del caffè e all’ingresso;
- Le postazioni dei dipendenti, collocate tra noi e il capo;
- La scrivania del capo, situata all’estremità opposta della stanza rispetto a noi.
Le zone sono divise da degli scaffali non molto alti che presumo contengano documenti vari.
Io, come anche gli altri ragazzi in azienda con me, ho avuto il compito di programmatore. Il nostro Percorso è stato ricco di periodi morti e quel poco che abbiamo lavorato lo abbiamo fatto creando applicativi in C#, in maniera molto similare a quello che facciamo abitualmente a scuola. Abbiamo avuto anche l’occasione di vedere brevemente il funzionamento delle API di Google.
La mia postazione era fornita di un PC portatile con buone prestazioni, collegato con monitor, mouse e tastiera esterni. La postazione non era male, ma una nota di demerito va alle sedute, in plastica e con lo schienale troppo basso. Dopo diverse ore seduti mi faceva male la schiena. Dalla seconda settimana ho utilizzato anche il mio portatile personale per iniziare la stesura di questa relazione.
Il primo giorno, prima di entrare, ho fatto la conoscenza di "Danut" (Daniele). Appena entrati in azienda siamo stati accolti da Marco, il quale ci ha prima di tutto spiegato le regole di prevenzione per il Covid-19. Una volta sanificate le mani, presa e registrata la temperatura ci ha fatto accomodare. Ci ha detto di prendere i computer e di iniziare con il formattarli, poi ci ha fatto creare degli account per lo stage e ci ha fatto installare una serie di applicativi, tra cui Visual Studio, e DBMS di Microsoft. Abbiamo poi impostato Git, utilizzato per sincronizzare i progetti tra noi ragazzi. Poco dopo sono arrivati anche Samuele e Alessandro e abbiamo dato una mano anche a loro a impostare tutto. Prima di andare a pranzo abbiamo iniziato a smontare le postazioni per poi accomodarci in maniera più confortevole. Il pomeriggio abbiamo avuto indicazione di creare un database e di fare successivamente dei backup da ripristinare sugli altri computer. Le attività svolte il primo giorno mi hanno richiesto circa due ore e mezza su un totale di sette e mezza passati in azienda.
Il secondo giorno ci è stato detto di lavorare ognuno su una tabella del Database, dopo 10 minuti di spiegazioni siamo stati abbandonati a noi stessi. Abbiamo passato diverse decine di minuti cercando di far funzionare Git con scarsi risultati. Abbiamo poi dovuto collegare il Database con Visual Studio ma nonostante le mie precedenti esperienze, anche in azienda, è stato particolarmente complicato e abbiamo dovuto provare diverse volte come fare. Non lo avevamo mai fatto e nessuno ha pensato di spiegarcelo. Nel pomeriggio lampo di genio: mi riesco a collegare senza problemi, ma cercando di sincronizzare i diversi computer con Git riscontro diversi problemi. Risolvo usando una chiavetta USB. Anche il secondo giorno ha avuto molto tempo morto, infatti i compiti assegnatici hanno richiesto circa tre ore e mezza delle sei e mezza che ho passato in azienda.
Il terzo giorno Marco ci ha dedicato una manciata di minuti nella mattinata e ci ha dato alcuni altri punti da sviluppare sul programma in C#. una volta finiti quelli non abbiamo più dovuto fare nulla, anzi nel pomeriggio siamo stati completamente liberi. Il terzo giorno ho lavorato circa due ore.
Giovedì mattina Marco ha voluto vedere come eravamo messi e ha sollecitato gli altri a mettersi al mio pari, seguendo il mio metodo. Ho fatto alcune piccole correzioni al programma seguendo i suoi consigli e non ho fatto nulla per il resto del tempo.
Nella giornata di venerdì non ho fatto nulla, ho passato sei ore e mezza senza nemmeno accendere il computer aziendale, i miei compiti li avevo finiti in toto, non sapevo quale fosse il progetto e nessuno mi ha dato altro lavoro.
Il resoconto della prima settimana è prettamente negativo e come ho anche avuto occasione di segnalare al mio Tutor scolastico e alla mia Coordinatrice di classe il tempo passato in azienda non è stato fruttuoso.
Il lunedì della seconda settimana ho appreso che a Daniele era stato commissionato un piccolo lavoretto: utilizzare le API di Google per l’accesso a Google Drive. Parlando con Daniele ho scoperto che questo lavoro gli era stato commissionato dal tutor aziendale il venerdì prima, quando io ero già uscito dall’azienda (16:30). Inizio anche io a vedere il da farsi e a cercare delle soluzioni, ma non trovo niente di meglio della soluzione già intrapresa da Daniele. A questo punto non ho più avuto nulla da fare, Marco ci dice che funzioni avrebbe dovuto avere il programma e la soluzione di Daniele le aveva tutte, era solo da verificare se era eseguibile da Server. Andiamo alla ricerca di un’altra soluzione, sostituendo l’autorizzazione OAuth2.0 con l’Account di servizio. Riscontriamo che gli Account di Servizio hanno più limitazioni del token OAuth2.0 e decidiamo di rimanere sulla strada iniziale. Lunedì ho lavorato un paio di ore.
Martedì ho sentito marco che mi ha detto che l’autorizzazione OAuth2.0 poteva essere un problema, riparto alla ricerca di altre metodologie di accesso a Google e sono le Chiavi API. Inizio a vedere se è possibile implementarle, ma scopro che permettono la sola lettura dei file in drive e la scrittura solo mediante i file condivisi, cosa che non ci è necessaria. Martedì l’attività di ricerca è durata circa un’ora, passata quella non ho avuto altro da fare, ho iniziato a scrivere questa relazione.
Mercoledì parlando con Daniele ho avuto un lampo di genio, abbiamo fatto una serie di prove e siamo riusciti, pur mantenendo il Token, a risolvere tutti i problemi di accesso a Google e permessi di Drive. Daniele ha apportato qualche modifica al programma e io ho fatto da “beta tester”. Abbiamo impiegato circa un’ora nella risoluzione dei problemi d’accesso e meno di mezz’ora nel testare le modifiche.
Giovedì ho commentato su richiesta di Marco tutto il codice, ci ho messo pochi minuti, poi ho continuato a scrivere questa relazione.
Non so ancora quale sia il progetto per il mio PCTO, sempre che ce ne sia stato uno. Abbiamo iniziato il PCTO con un programma in C# con database di tipologia prettamente didattica, questo è durato un paio di giorni. Siamo poi passati ad un altro compito, che faceva utilizzo delle API di Google, che ha richiesto poche ore.
Non sono per nulla soddisfatto di come si è svolto il mio PCTO. In azienda ho riscontrato un grande problema alla radice: una sproporzione tra lavoratori e studenti. Siamo stati quattro studenti con un tutor, il quale ha anche dovuto (giustamente) proseguire con il suo lavoro.
A prescindere da questo ho però rilevato che il tempo dedicatoci è sempre stato molto poco e che i compiti che ci hanno assegnato erano miseri e di veloce esecuzione.
Tutte le attività da noi svolte hanno richiesto in totale poche ore, circa due giornate di lavoro pieno, ma le giornate passate in azienda sono state 10. Posso quantificare le ore “morte” nell’80% del monte ore totale e ritengo che svolgere un PCTO senza un progetto e passando circa 9,5 ore al giorno fuori casa (delle quali 6,5 in azienda, 1 di pausa pranzo e 2 di trasporto) per lavorare circa 1,5 ore al giorno sia una inutile perdita di tempo ed economica.
Sono al quanto deluso inoltre del fatto che mi si sia fatto continuare il PCTO nonostante le segnalazioni delle problematiche, le quali a mio avviso sarebbero bastate per terminare un’esperienza che valuto come penalizzante, mi ha fatto perdere la prima settimana di lezioni senza in compenso darmi un’esperienza aziendale valida.
Copyright © 2021 Matteo Pinna