Il progetto Robot Therapy, che ha visto la collaborazione dell'Ospedale pediatrico Salesi di Ancona con l'Istituto di Istruzione Superiore Marconi Pieralisi, aveva lo scopo di tranquillizzare i bambini nella fase pre-operatoria potendo così ridurre l'uso di farmaci tranquillanti e di far superare al meglio la paura dei pazieni più piccoli.
La fondazione Salesi da anni affianca l'Ospedale Pediatrico di Ancona nella realizzazione di progetti destinati ai giovanissimi pazienti, per il progetto Robot Therapy ha assunto un impiegato con specializzazione informatica che potesse far funzionare "sul campo" il robottino NAO.
Il progetto prevede la programmazione di un piccolo robot umanoide in grado di interagire con le persone. Questo robottino, in grado di parlare e ascoltare, ma anche di seguire con lo sguardo le persone, permette l'interazione con i piccoli pazienti, andando a raccontare storie ed effettuare giochi interattivi. Il robot attualmente viene utilizzato solamente nel blocco operatorio ma in futuro se ne prevede l'uso in tutti i reparti. Il miglior risultato ottenuto finora riguarda la procedura di anestesia, nella quale il robottino ha permesso di ridurre la quantità di sedativi necessari ai piccoli pazienti, ma il suo utilizzo ha avuto successo anche nell'insegnare ai più piccoli come eseguire la spirometria oppure a diminuire la paura nell'uso della mascherina per la sedazione.
Nell'ambito del progetto il robot NAO è stato il primo, in Italia, ad essere autorizzato all'ingresso in sala operatoria, per farlo è stata progettata e realizzata un apposito supporto per collocarlo alla giusta altezza vicino al lettino operatorio.
Durante i mesi del progetto il mio ruolo di "informatico" ha riguardato in primis la programmazione del robottino, andando ad programmare la funzione vocale e permettendo al robot di raccontare storie e indovinelli per i bambini. Successivamente sono anche stato impiegato nella realizzazione del video presentazione del progetto che abbiamo presentato al concorso Storie di Alternanza. Per la realizzazione del video ho ricoperto il ruolo di assistente alla regia e tecnico del suono.
Durante la fase di programmazione è stato essenziale l'uso del software proprietario del robottino con il quale è stato possibile, in linguaggio Python, scrivere il codice del robottino. La scuola ha messo a disposizione tutto il necessario, dai PC alle telecamere e ai microfoni, per la programmazione e la realizzazione del video.
Il progetto ha avuto un riscontro nazionale e internazionale, le notizie riguadanti il progetto sono arrivate anche ad altri ospedali che hanno poi avviato progetti simili. Il progetto ha ricevuto anche una copertura mediatica rilevante e abbiamo avuto come gruppo di lavoro l'opportunità di partecipare alla conferenza stampa di presentazione all'Ospedale Salesi nel maggio del 2019.
Il progetto ha anache vinto il premio Storie di Alternanza con il primo premio per la Provincia di Ancona.
Questa esperienza è stata estremamente stimolante ed interessante, ha mostrato un lato e una finalità della programmazione che stando in un'azienda non è possibile vedere: l'interazione umana, quella che è difficile da ottenere con un software, ma che grazie a questo robottino umanoide è stato possibile, ed in particolar modo la capacità di un robot programmato di poter fare così tanto in determinate situazioni.
Quella di Robot Therapy è stata un'esperienza che se anche breve mi ha mostrato come nessuna disciplina è indipendente dalle altre e mi ha fatto comprendere che si può fare tanto con il nostro mestiere. I riconoscimenti sono arrivati, ma la vera gioia è stato sapere che quello che è partito come un esperimento ha avuto un ottima conclusione.
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